relatività e altee

fra le prime piante di cui ho affettuosa memoria ci sono certamente le Altee. Finalmente ero in prima media ,e mi era concesso di andare a scuola a piedi con un gruppetto di amiche (quante ere geologiche passano tra la gioia di conquistare la libertà di arrivare alla fatidica campanella sui propri piedi, e con i libri attaccati con la cinghia di plastica e ‘sti ragazzini dai superzaini che vengono scodellati sul portone da giganteschi impazienti SUV?). Mi piaceva attardarmi, rispetto alle altre, e sbirciare per un po’ un piccolo  giardino ombroso  lungo la strada…qualche volta in cortile vedevo una vecchina, sempre lei, sempre sola, (magari certamente più giovane di quanto non sia io ora….ah, la relatività del tempo…..)  impegnata a ripulire le sue piante dalle foglie secche; fra le sue piante, tante,lussureggianti (o almeno così mi apparivano), mi piacevano tanto le Altee. Scure scure, quasi nere, diventavano ogni giorno più alte, loro, e io restavo sempre piccina, con il naso infilato fra le inferriate ,a guardarle come a 10 anni si guarda un alieno, o forse come si guarda al futuro…incomprensibile, misterioso, incombente…